
I miei servizi
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Psicoterapia cognitivo-neuropsicologica
La psicoterapia cognitivo-neuropsicologica (PCN) si concentra sull’individualità unica dell’essere umano. I modi di essere personali non sono sempre comprensibili tramite delle categorie precostruite, piuttosto sono delle esperienze personali basate su eventi e progetti. Non si può ridurre un disturbo psicopatologico ad un singolo evento storico, né ad una singola condizione ambientale. L’interpretazione del mondo è sempre propria e la maniera in cui si elabora qualcosa deve essere sempre contestualizzata al proprio vissuto, alla cultura d’appartenenza, al proprio corpo.
Nella PCN non esiste la pretesa di cogliere la verità dell’esistenza, bensì l’intenzione è di cogliere quanto più possibile la rete di significati del paziente o cliente, con comprensione ed accettazione, in modo da direzionare una nuova narrazione di sé che contenga orizzonti d’attesa diversi e più benefici. L’essenziale è concentrarsi sulle aspettative, i desideri e le inclinazioni della persona, capendone l’emotività e i significati rispetto a quanto vissuto, quanto vive e quanto vivrà.
Questo tipo di psicoterapia è ideale per diversi tipi di disturbi, dalla depressione, all’ansia, ai disturbi di personalità.
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Sostegno LGBTQIA+
Le comunità di lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali, asessuali e tutte le minoranze sessuali e di genere (LGBTQIA+) esperiscono una moltitudine di disparità. A partire dalle microaggressioni (come, ad esempio, potrebbe capitare con il deadnaming, cioè l’utilizzo del nome di nascita di una persona e non quello scelto con la riassegnazione di genere), i membri della comunità, per via dello stigma sociale e di stereotipi intrisi di pregiudizi culturali, sono soggetti a violenze fisiche e psicologiche, spesso arrivando ad abusi traumatizzanti o a coercizioni circa modi di comportarsi e di pensare. Il termine “minority stress” descrive solo una parte di ciò che subisce la comunità, la quale, per inciso, non è in alcun modo separata dal contesto di vita di chi non si identifica in alcun modo nella comunità LGBTQIA+. Proprio per via di questo, l’interazione tra queste comunità, solo virtualmente separate, è qualcosa che tocca tutti, e che deve essere affrontata all’insegna dell’accettazione e dell’accoglimento. Le difficoltà non sono solo relative al bullismo o alla discriminazione in generale, ma anche al diritto nel lavoro, alle possibilità di accesso alla sanità, al coming out, all’outing, all’omotransfobia interiorizzata, alla difficoltà legata all’educare su temi meno popolari quali il non-binarismo, il poliamore o la ri-transizione.
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Percorsi di affermazione di genere
La terapia affermativa è mirata a promuovere la propria identità di genere, e con gli anni si è sempre più affinata non solo in termini di consulenza sessuologica, ma anche relativamente alle nuove richieste della società e alle esigenze personali di autodeterminazione. La sensibilità crescente ci permette di rispettare la persona nella sua interezza e nei suoi interessi, motivando quella che è la sua natura e gli obiettivi, partendo dal più scontato utilizzo corretto dei pronomi desiderati, fino al trattamento della disforia di genere, non sempre presente nelle persone transgender. La ricerca continua, non basata su articoli impolverati di psichiatria, ci permette di essere informati sugli argomenti più disparati, dalla terapia ormonale sostitutiva, alla chirurgia più adatta e moderna, al processo per la riassegnazione anagrafica.
Presso il Centro Sui Generis, insieme ad un'équipe psicologica, medica e legale, ci occupiamo di percorsi di affermazione (o transizione o adeguamento) di genere. Lo studio è aperto ad adultə e adolescentə transgender e gender non conforming, ma anche persone questioning che intendono esplorare il proprio genere e ai familiari delle persone TGNC.
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Intervento cognitivo
Le tre espressioni stimolazione cognitiva, riabilitazione cognitiva e training cognitivo possono sembrare sinonimi, ma rappresentano tre accezioni diverse della neuropsicologia, e nel suo uso più ampio della psicogeriatria.
· Stimolazione cognitiva. Si tratta di un programma di intervento volto a stimolare le funzioni cognitive (attenzione, memoria, orientamento, linguaggio, funzioni esecutive…) sfruttando esercizi relativi al vivere quotidiano, facendo leva sulla riserva cognitiva della persona per una “palestra per la mente”.
· Riabilitazione cognitiva. Rispetto alla stimolazione cognitiva, la riabilitazione cognitiva non si basa solo sul mantenimento di ciò che è residuo delle facoltà cognitive, bensì mira ad un miglioramento delle condizioni mentali al fine di riprendere attività e funzionalità attenuatesi. Si può applicare un programma simile per conseguenze specifiche, come per esempio per lesioni cerebrali o per ictus. Vengono rafforzati domini cognitivi più inficiati, usando, inoltre, metodi compensativi qualora sia difficile la risoluzione tramite le skills più predisposte.
· Training cognitivo. Compiti standardizzati maggiormente mirati alla stimolazione di una specifica funzione cognitiva vengono somministrati per sfruttare al meglio le abilità risparmiate dalla patologia, oppure per migliorare quelle meno efficienti. Grazie alla plasticità cerebrale, il training cognitivo funziona come un allenamento che con gradualità e ripetitività mira alla funzionalità.
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Psico-oncologia
La psiconcologia è essenziale per garantire allə paziente oncologicə e allə suə caregiver una qualità migliore di vita ed un’ottimale assistenza. La prevenzione, la cura e la riabilitazione del disagio emozionale, di supporto o più specificamente psicoterapeutici che siano, sono elementi fondamentali per la persona ammalata e per la sua famiglia.
I tipi di interventi in un ambulatorio di consulenza psiconcologica comprendono:
· Colloqui psicodiagnostici
· Counseling individuale
· Psicoterapia individuale
I dilemmi dell’esistenza che la malattia oncologica comporta riguardano i concetti di vita e di morte, di salute e di malattia, di giustizia e di ingiustizia, di condivisione e di solitudine, ma anche dei modi di reagire e di subire, ed i modi di conoscere e di scegliere di ignorare. Lə paziente deve avere un facile e motivato accesso al servizio psicologico, con il tipo di intervento più adatto ad personam, nell’integrazione più possibile del caregiver.
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Trattamento delle neurodivergenze
La neurodivergenza è un termine non medico che descrive le persone il cui cervello si sviluppa o funziona in modo diverso dalla norma. Ciò significa che la persona ha diversi punti di forza ed anche difficoltà rispetto alle persone il cui cervello si è sviluppato o funziona più tipicamente. Mentre alcune persone neurodivergenti vivono delle specifiche condizioni mediche, può anche accadere che una condizione medica o una diagnosi non sia ancora stata identificata. Si tratta di un termine ombrello, che può intendere anche:
· Disturbo dello spettro autistico (ASD; include anche quella che prima veniva chiamata sindrome di Asperger)
· Disturbo da deficit di attenzione/iperattività (DDAI o ADHD)
· Dislessia, disgrafia e discalculia
· Disabilità intellettive
La terapia affermativa per la neurodiversità mira a creare un ambiente di accettazione e comprensione intorno alla persona neurodivergente con un approccio individuale.


“La propria vita ha valore finché si attribuisce valore alla vita degli altri, per mezzo dell'amore, dell'amicizia e della compassione.”
— Simone de Beauvoir